Eccomi di nuovo qui per raccontarvi qualcos'altro del nostro viaggio a Parigi.
Se vi siete persi il primo post, lo trovate qui: Parigi, ordinario e straordinario.
Non importa che abbiate dieci, trenta o settant'anni, Disneyland va visitata
almeno una volta nella vita.
L'area è suddivisa in due grandi parchi: Disneyland e i Walt Disney Studios.
Io vi consiglio di vederli entrambi: in bassa stagione ci vorranno due giorni,
in alta anche di più. Noi siamo stati fortunati perché c'era poca gente e siamo
riusciti a fare tutte le attrazioni. Prima abbiamo visto gli Studios,
che chiudevano alle 18.00, e poi ci siamo trasferiti nell'altro parco fino
a mezzanotte. Vi lascio immaginare la fatica di iniziare ad esplorare un parco
alle sei di sera...
L'attenzione al dettaglio delle scenografie è spettacolare. Di Disneyland
ho apprezzato soprattutto il labirinto di Alice (ricordate che a Carnevale
avevo vestito Sabrina come la piccola sognatrice?) e degli Studios i giochi
più adrenalinici, come la Hollywood Tower of Terror.
Ci tengo a segnalarvi un servizio molto utile, che però sul sito non viene
evidenziato più di tanto. Si tratta del Baby Switch. Quest'opzione, assolutamente
gratuita, è utile quando i bambini non vogliono fare un gioco ma i genitori si.
Consente di far saltare la fila al secondo genitore (che è stato con i bimbi mentre
il primo era sull'attrazione). Basta che il primo dei due a salire avvisi un addetto
e gli verrà rilasciato un cartellino per evitare la coda.
I tempi vengono ottimizzati al massimo, anche perché mentre un genitore
è impegnato su quell'attrazione, l'altro può fare un gioco diverso con i bambini.
Questa organizzazione ci ha consentito di fare alcune attrazioni anche sei
o sette volte. In questo modo abbiamo soddisfatto entrambi: i bambini
e noi genitori, che per un attimo siamo potuti tornare adolescenti.
Abbiamo passato due giornate estenuanti ma splendide e il risultato è che ancora oggi,
a due mesi di distanza, io mi alzo cantando le canzoni delle principesse Disney,
anche se nessun animaletto viene ad aiutarmi a fare i mestieri di casa...
Thursday, July 24, 2014
Tuesday, July 15, 2014
Viaggio a Parigi: ordinario e straordinario
Non essendo ancora entrata nell'era moderna (non ho uno smartphone), il resoconto
dei miei viaggi non avviene in tempo reale. Può sembrare uno svantaggio, ma dovendo
risistemare le foto e organizzare i ricordi solo al mio ritorno, è come prolungare
e rivivere la vacanza. In questo caso anche troppo: il viaggio a Parigi l'abbiamo fatto
a inizio maggio e io comincio a scriverne solo ora.
I primi tre giorni le mie amiche nuvole ci hanno seguito e hanno portato con loro
anche la pioggia. A causa di questo, anche il migliore itinerario mai redatto è andato
a farsi un viaggio: a quel paese.
Tra le altre cose, mi sono incastrata nei tornelli di uscita della metro, che non sono
come quelli di Milano; in alcune stazioni sono doppie ante alte due metri. Da un lato
c'ero quasi tutta io e dall'altro la mia mano con la valigia. Stazione semi deserta
e papà impegnato a rincorrere i bimbi. Per fortuna uno squadrone di forze dell'ordine,
dopo aver riso di me, mi ha liberata. Questo si che significa far colpo
su uomini in divisa!
Ci sarebbero tante altre cose negative accadute, ma il bello di fare un resoconto
due mesi dopo è che te le dimentichi e ti illudi che la vacanza sia stata magnifica.
Ma passiamo alle cose belle: Nino, lo gnomo che conoscerete meglio tra qualche post
(di questo passo fra tre mesi), è venuto con noi. Giravo con lui attaccato a me come
una borsetta e mi sentivo incredibilmente stupida e felice.
Non voglio tediarvi con le classiche foto, ma confidarvi alcuni dettagli:
►► Notre Dame è da scoprire anche dietro, con il suo verde e la sua tranquillità.
Ma scommetto che la maggior parte dei visitatori non va oltre la facciata e l'interno.
►► Con un marito appassionato di Dan Brown, non potevamo mancare di andare a vedere
la linea della rosa a San Sulpice. Lui avrebbe voluto rompere anche il pavimento,
ma gli ho spiegato che non era il caso...
►► Abbiamo visto il Moulin Rouge solo di giorno. Quale folle lo farebbe? In verità
vi confesso che è ugualmente magico. É lì che attende di esibirsi (proprio come
Tony Manero aspetta il sabato sera) e scruta i passanti consapevole della sua gloria.
►► Da appassionata d'arte non potevo esimermi dall'andare nuovamente al Louvre.
Ho ammirato ancora e ancora Amore e Psiche, la Venere di Milo e lei: la Ninfa punta
dallo scorpione, che nessuno si fila. Relegata dietro ad una finestra con le sbarre,
il suo disappunto è più per il fatto d'esser stata messa in un angolo che per la puntura
in sé.
E ancora Diana. Davanti la conoscono tutti a memoria, ma dietro? Osservandola da dietro
si ha la sensazione di essere nei boschi con lei. Il bello di vedere le opere dal vivo
è che le si può osservare da un'altra, insolita, prospettiva.
E poi lo scriba. Lo scriba! Quello che c'è su tutti i libri di storia. L'abbiamo visto
sempre frontalmente con il suo sguardo fiero e profondo. Poi gli giri intorno e scopri
che le linee sulla pancia non sono bozze di addominali, ma tentativi di tenere in dentro
la ciccia, perché tutto sommato è un uomo abbastanza rotondo. L'avreste mai detto?
Infine vorrei parlarvi della piramide rovesciata e della sua corrispettiva
al piano inferiore. Io so di essere esageratamente precisa, ma io dico: stai per innovare
uno dei musei più famosi del mondo e mi cadi sull'allineamento delle due piramidi?
Davvero? Ma il tuo supervisore non ti ha licenziato?
►► Noi, appassionati di cose stupide come il gomitolo di spago più grande del mondo
o il bar più microscopico di New Orleans, potevano evitare di vedere
il palazzo più piccolo di Parigi? Certo che no.
Per oggi ho finito. Vi tedierò più avanti con la magica Disneyland.
Au revoir!
dei miei viaggi non avviene in tempo reale. Può sembrare uno svantaggio, ma dovendo
risistemare le foto e organizzare i ricordi solo al mio ritorno, è come prolungare
e rivivere la vacanza. In questo caso anche troppo: il viaggio a Parigi l'abbiamo fatto
a inizio maggio e io comincio a scriverne solo ora.
I primi tre giorni le mie amiche nuvole ci hanno seguito e hanno portato con loro
anche la pioggia. A causa di questo, anche il migliore itinerario mai redatto è andato
a farsi un viaggio: a quel paese.
Tra le altre cose, mi sono incastrata nei tornelli di uscita della metro, che non sono
come quelli di Milano; in alcune stazioni sono doppie ante alte due metri. Da un lato
c'ero quasi tutta io e dall'altro la mia mano con la valigia. Stazione semi deserta
e papà impegnato a rincorrere i bimbi. Per fortuna uno squadrone di forze dell'ordine,
dopo aver riso di me, mi ha liberata. Questo si che significa far colpo
su uomini in divisa!
Ci sarebbero tante altre cose negative accadute, ma il bello di fare un resoconto
due mesi dopo è che te le dimentichi e ti illudi che la vacanza sia stata magnifica.
Ma passiamo alle cose belle: Nino, lo gnomo che conoscerete meglio tra qualche post
(di questo passo fra tre mesi), è venuto con noi. Giravo con lui attaccato a me come
una borsetta e mi sentivo incredibilmente stupida e felice.
Non voglio tediarvi con le classiche foto, ma confidarvi alcuni dettagli:
►► Notre Dame è da scoprire anche dietro, con il suo verde e la sua tranquillità.
Ma scommetto che la maggior parte dei visitatori non va oltre la facciata e l'interno.
►► Con un marito appassionato di Dan Brown, non potevamo mancare di andare a vedere
la linea della rosa a San Sulpice. Lui avrebbe voluto rompere anche il pavimento,
ma gli ho spiegato che non era il caso...
►► Abbiamo visto il Moulin Rouge solo di giorno. Quale folle lo farebbe? In verità
vi confesso che è ugualmente magico. É lì che attende di esibirsi (proprio come
Tony Manero aspetta il sabato sera) e scruta i passanti consapevole della sua gloria.
►► Da appassionata d'arte non potevo esimermi dall'andare nuovamente al Louvre.
Ho ammirato ancora e ancora Amore e Psiche, la Venere di Milo e lei: la Ninfa punta
dallo scorpione, che nessuno si fila. Relegata dietro ad una finestra con le sbarre,
il suo disappunto è più per il fatto d'esser stata messa in un angolo che per la puntura
in sé.
E ancora Diana. Davanti la conoscono tutti a memoria, ma dietro? Osservandola da dietro
si ha la sensazione di essere nei boschi con lei. Il bello di vedere le opere dal vivo
è che le si può osservare da un'altra, insolita, prospettiva.
E poi lo scriba. Lo scriba! Quello che c'è su tutti i libri di storia. L'abbiamo visto
sempre frontalmente con il suo sguardo fiero e profondo. Poi gli giri intorno e scopri
che le linee sulla pancia non sono bozze di addominali, ma tentativi di tenere in dentro
la ciccia, perché tutto sommato è un uomo abbastanza rotondo. L'avreste mai detto?
Infine vorrei parlarvi della piramide rovesciata e della sua corrispettiva
al piano inferiore. Io so di essere esageratamente precisa, ma io dico: stai per innovare
uno dei musei più famosi del mondo e mi cadi sull'allineamento delle due piramidi?
Davvero? Ma il tuo supervisore non ti ha licenziato?
►► Noi, appassionati di cose stupide come il gomitolo di spago più grande del mondo
o il bar più microscopico di New Orleans, potevano evitare di vedere
il palazzo più piccolo di Parigi? Certo che no.
Per oggi ho finito. Vi tedierò più avanti con la magica Disneyland.
Au revoir!
Tuesday, July 08, 2014
HANDMADE & COPYRIGHT: uso privato e uso pubblico
Quante volte abbiamo sentito parlare di copyright? Nel mondo dell'handmade
c'è un confine molto labile tra ciò che si può fare e cosa no. La confusione
è tanta e ne consegue che spesso le persone si appropriano (in buona o cattiva fede)
delle così dette opere intellettuali di altri per farle proprie.
Così ho deciso di creare questo post dove illustro il mio personale punto di vista.
Prima però è importante capire cosa si intende per uso privato e uso pubblico
(che può essere commerciale, cioè per fini economici, o no).
Ci tengo molto a conoscere il vostro punto di vista in proposito.
Se avete voglia, nei commenti potete farmi degli esempi pratici e possiamo
capire insieme quale può essere la strada migliore per non ledere i diritti di nessuno.
c'è un confine molto labile tra ciò che si può fare e cosa no. La confusione
è tanta e ne consegue che spesso le persone si appropriano (in buona o cattiva fede)
delle così dette opere intellettuali di altri per farle proprie.
Così ho deciso di creare questo post dove illustro il mio personale punto di vista.
Prima però è importante capire cosa si intende per uso privato e uso pubblico
(che può essere commerciale, cioè per fini economici, o no).
Ci tengo molto a conoscere il vostro punto di vista in proposito.
Se avete voglia, nei commenti potete farmi degli esempi pratici e possiamo
capire insieme quale può essere la strada migliore per non ledere i diritti di nessuno.
Saturday, June 28, 2014
HOME DETAILS: tableware, crochet coasters
DETTAGLI DI CASA: accessori per la cucina
per i suoi colori così simili a quelli che amo io, per l'attenzione al dettaglio
e la precisione con cui realizza le sue creazioni.
Con mia grande fortuna qualche giorno fa ho vinto un giveaway dove metteva in palio
un set di 6 sottobicchieri crochet. Appena ricevuti non ho perso un attimo
e li ho fotografati insieme a dei bicchieri appena acquistati, perfettamente in tinta.
Amo circondarmi di accessori così vivaci perché mettono subito allegria.
E voi?
✽
A few months ago I discovered Color'n Cream blog by Jenn Poort.
I immediately loved it for the colors so similar to mine, for the detail's attention
and precision with which she made her creations.
Fortunately some days ago I won a giveaway of a crochet coasters set. As soon as
I received it, I took some pictures with the glasses just bought, perfectly matching.
I love to surround myself with bright accessories because they bring immediately joy.
And you?
Tuesday, June 17, 2014
Cake design: elephant, peonies and dinosaur
Torte decorate: elefantino, peonie e dinosauro
Dopo una piccola pausa per partecipare al concorso di My Washi Tape, eccomi
di nuovo qui con l'ultimo post dedicato alla festa di compleanno dei miei bambini.
I tre post precedenti li potete trovare qui:
★ Inviti personalizzati
★ Decorazioni di compleanno
★ Biscotti decorati
Io non sono certo una cake designer, però ultimamente mi piace fare esperimenti
con la pasta di zucchero. Per risparmiare ho acquistato delle torte già pronte
e le ho arricchite con le decorazioni a tema. Il lavoro che più mi ha entusiasmato
è stato fare la peonia. Dopo un primo tentativo riuscito abbastanza male
(il fiore più piccolo sulla sinistra) ho guardato qualche tutorial, ho comprato
un paio di attrezzi e ci ho riprovato. E devo dire che è venuta carina.
Poi confrontandomi con amiche ben più esperte (Valeria ed Eleonora. In fondo
al post potete vedere le loro creazioni), ho scoperto che per fare i fiori esiste
una pasta apposita, molto più elastica. Sarà per la prossima volta...
I bambini sono stati entusiasti e un piccolo ospite si è divorato tutte le foglie
del boschetto preistorico!
Purtroppo non sono riuscita ad organizzare il set fotografico in tempo.
Le foto le ho scattate velocemente prima di servire le torte,
quindi sono un po' buie e asettiche. Mi servirà per la prossima volta:
bisogna sempre lavorare molto in anticipo!
Per le vostre feste, qual è l'aspetto a cui tenete di più?
Gli inviti, le decorazioni o le pietanze?

di nuovo qui con l'ultimo post dedicato alla festa di compleanno dei miei bambini.
I tre post precedenti li potete trovare qui:
★ Inviti personalizzati
★ Decorazioni di compleanno
★ Biscotti decorati
Io non sono certo una cake designer, però ultimamente mi piace fare esperimenti
con la pasta di zucchero. Per risparmiare ho acquistato delle torte già pronte
e le ho arricchite con le decorazioni a tema. Il lavoro che più mi ha entusiasmato
è stato fare la peonia. Dopo un primo tentativo riuscito abbastanza male
(il fiore più piccolo sulla sinistra) ho guardato qualche tutorial, ho comprato
un paio di attrezzi e ci ho riprovato. E devo dire che è venuta carina.
Poi confrontandomi con amiche ben più esperte (Valeria ed Eleonora. In fondo
al post potete vedere le loro creazioni), ho scoperto che per fare i fiori esiste
una pasta apposita, molto più elastica. Sarà per la prossima volta...
I bambini sono stati entusiasti e un piccolo ospite si è divorato tutte le foglie
del boschetto preistorico!
Purtroppo non sono riuscita ad organizzare il set fotografico in tempo.
Le foto le ho scattate velocemente prima di servire le torte,
quindi sono un po' buie e asettiche. Mi servirà per la prossima volta:
bisogna sempre lavorare molto in anticipo!
Per le vostre feste, qual è l'aspetto a cui tenete di più?
Gli inviti, le decorazioni o le pietanze?

Friday, June 06, 2014
Contest: washi tapes organizer
Concorso: organizzare i washi tapes
Questo post è una sfida. Eh si, avete letto bene. Per la precisione è un contest
organizzato dalla dolcissima Anabella di My Washi Tape, ma per me è stata anche
una sfida per creare un nuovo set.
Il tema del concorso è "Come organizzare i washi tapes".
Abitualmente i miei adorati rotolini sono conservati dentro i barattoli di vetro
Burken di Ikea, ma per questa occasione ho preferito immaginare di avere
una craft room tutta per me e così ho ipotizzato un desk organizer per i washi tapes
ma anche per tutti gli altri piccoli materiali che noi crafter usiamo spesso.
Come base ho utilizzato un cassetto tipografico che ho preferito lasciare naturale
per dare risalto ai magnifici colori di tutti gli elementi e come abitudine
ho organizzato i materiali seguendo un criterio cromatico che è decisamente
appagante per gli occhi.
Questo esercizio mi è servito per capire che sono decisamente carente
di washi tapes gialli e arancioni. Per questo spero di vincere il contest,
così potrò usufruire del buono da 50 euro da spendere nel coloratissimo
shop di My washi tape.
Incrociate le dita per me?
✽
Good morning friends and good week!
This post is a challenge. Oh yes, you read right. To be precise it's a contest
created by sweet Anabella of My washi tape, but for me it has been a challenge
to create a new set.
The contest theme is "How to organize washi tapes". Usually my beloved little rolls
are kept in glass jars Burken by Ikea, but for this occasion I preferred to imagine
to have a craft room all for me and so I hypothesized a desk organizer for washi tapes
but also for all the other materials that crafter usually use.
As base I used a typographical drawer that I preferred to leave natural to give result
to bright colors of all elements and as routine I followed a color criterion
that is certainly satisfying for eyes.
This exercise helped me to understand that I haven't yellow and orange washi tapes.
For this reason I hope to win this contest, so I can enjoy the prize of 50 euros
to buy something in the colorful shop of My wash tape.
Cross your fingers for me?
Monday, June 02, 2014
Decorated cookies: elephants and dinosaurs
Biscotti decorati: elefanti e dinosauri
Continua il resoconto fotografico della festa di compleanno dei miei bambini.
Nel caso vi siate persi i primi due post, li trovate qui: Inviti personalizzati
e Decorazioni di compleanno.
Oggi, penultima puntata, vi mostro i biscotti decorati. È la seconda volta
che provo a farli (la prima a Natale ma non ero riuscita a fotografarli)
e devo dire che l'esperienza insegna. Infatti sono venuti più morbidi e anche
le decorazioni sono migliori. Sono ancora molto lontana dai risultati sperati,
ma non mi arrendo.
L'ingrediente principale è la pazienza. Purtroppo per fare questo tipo
di decorazioni ci vuole molto tempo (soprattutto per chi, come me, non è pratico)
perché tra un colore e l'altro devono passare diverse ore di asciugatura. E poi
bisogna resistere e non mangiarli, avendoli per almeno 48 ore sotto gli occhi!
Sarebbe stato tutto più semplice se avessi scelto di fare un solo tipo di decoro
ma chi mi conosce sa che amo complicarmi la vita con queste piccole sfide creative.
Vi aspetto tra qualche giorno con l'ultimo post dedicato alle decorazioni
per le torte...
The photographic report of my children's birthday party continues.
If you missed the previous two posts, you can find them here:
Personalized invitation and Birthday decorations.
Today, the penultimate episode, I show you decorated cookies. It's the second time
that I try to made them (the fist time was last Christmas but I didn't take pictures)
and I have to say that experience teaches. Indeed they came softer and decorations
are better than the other time. I'm still very far from expected results,
but I don't give up. The main ingredient is the patience. Unfortunatly to make
this kind of decorations it takes a lot of time (especially for those who, like me,
are not practical) because between one color and another must pass
several hours of drying. And then it's hard to resist and not eat them.
It would have been easier if I had chosen to make only one type of decoration
but who knows me knows that I love to complicate my life with these
small creative challenges.
See you in a few days with the last post dedicated to decorations for cakes...
Nel caso vi siate persi i primi due post, li trovate qui: Inviti personalizzati
e Decorazioni di compleanno.
Oggi, penultima puntata, vi mostro i biscotti decorati. È la seconda volta
che provo a farli (la prima a Natale ma non ero riuscita a fotografarli)
e devo dire che l'esperienza insegna. Infatti sono venuti più morbidi e anche
le decorazioni sono migliori. Sono ancora molto lontana dai risultati sperati,
ma non mi arrendo.
L'ingrediente principale è la pazienza. Purtroppo per fare questo tipo
di decorazioni ci vuole molto tempo (soprattutto per chi, come me, non è pratico)
perché tra un colore e l'altro devono passare diverse ore di asciugatura. E poi
bisogna resistere e non mangiarli, avendoli per almeno 48 ore sotto gli occhi!
Sarebbe stato tutto più semplice se avessi scelto di fare un solo tipo di decoro
ma chi mi conosce sa che amo complicarmi la vita con queste piccole sfide creative.
Vi aspetto tra qualche giorno con l'ultimo post dedicato alle decorazioni
per le torte...
✽
The photographic report of my children's birthday party continues.
If you missed the previous two posts, you can find them here:
Personalized invitation and Birthday decorations.
Today, the penultimate episode, I show you decorated cookies. It's the second time
that I try to made them (the fist time was last Christmas but I didn't take pictures)
and I have to say that experience teaches. Indeed they came softer and decorations
are better than the other time. I'm still very far from expected results,
but I don't give up. The main ingredient is the patience. Unfortunatly to make
this kind of decorations it takes a lot of time (especially for those who, like me,
are not practical) because between one color and another must pass
several hours of drying. And then it's hard to resist and not eat them.
It would have been easier if I had chosen to make only one type of decoration
but who knows me knows that I love to complicate my life with these
small creative challenges.
See you in a few days with the last post dedicated to decorations for cakes...
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